ST. THOMAS CHURCH

Architects: R3Architetti

Place: Port au Prince, Haiti

Year: 2013

Type: Commission

Status: Built

Client: Scalabrinan Missionary Order

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Thousands of evacuees who left the Haitian capital after the earthquake of 2010 gave rise to the Camp Corail community located in an area north of Port au Prince. The missionary order of the Scalabrini Fathers have created there a new mission developed around the new church of St. Thomas.

The church has been designed to be first and foremost a place for the new community to meet and find shelter. The space is distributed on a square plan divided into three naves: the entrance to the basilica has a reduced height and is especially large to create the perception of a familiar and welcoming place.

Walking down the aisle, the nave portals become progressively higher, allowing the light to penetrate more and more through the clerestory and the apse: such space invites the devotee to a more spiritual dimension where a deeper connection with the divine may be found.

Given the great windows of the structure and the shortage of building materials on the island, reinforced concrete and steel have been used for the entire church.

ST. THOMAS CHURCH

Progettisti: R3Architetti

Località: Port au Prince, Haiti

Anno: 2013

Tipologia: Incarico diretto

Stato: Costruito

Ente banditore: Ordine Missionario Scalabriniano

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Le migliaia di sfollati che hanno abbandonato la capitale haitiana in seguito al terremoto del 2010 hanno dato vita alla comunità di Camp Corail, un’area situata a nord di Port au Prince. In questo contesto l'ordine missionario dei padri Scalabriniani, ha dato vita ad una nuova missione sviluppata intorno alla nuova chiesa di St. Thomas, che è stata progettata per rappresentare innanzitutto un luogo di aggregazione e riparo per la nuova comunità. Lo spazio si articola secondo una pianta quadrata, divisa in tre navate. L'ingresso alla basilica ha un'altezza ridotta ed è particolarmente largo in modo da creare la percezione di un luogo familiare ed accogliente.

Camminando verso l'altare, grazie ai portali crescenti della navata centrale e alla luce che penetra in quantità sempre maggiore attraverso il cleristorio e l'abside, lo spazio invita ad una dimensione più spirituale dove il fedele possa ritrovare l'incontro con il divino.

Data la carenza di materiali da costruzione sull’isola e considerate le grandi luci della struttura si è deciso di utilizzare calcestruzzo armato e acciaio per l’intera opera.